Qual è oggi il posto del padre? E come i figli vivono la relazione con lui? Massimo Recalcati ha scritto un libro interessante ed utile su questo argomento.
Nel "Complesso di Telemaco", partendo dalla osservazione di Lacan sulla "evaporazione del padre" negli anni '70, ci si domanda quali effetti e quali bisogni importanti ha suscitato lo sgretolamento del complesso ruolo paterno e della legge della Parola da esso incarnata.
Nel pensiero di Lacan la Legge del Parola è consapevolezza del limite, castrazione della onnipotenza pregenitale e cognizione della responsabilità.
Alla legge della Parola si contrappone la legge del godimento illimitato, "impastata" con la pulsione di morte. Recalcati cita a questo proposito la narrazione di Pasolini nelle 120 giornate di Sodoma che, a suo avviso, richiama il discorso del Capitalista, ovvero tendenziale godimento immediato e privo di argini.
Vi si percepiscono le tracce del dibattito sul pregenitale, intriso di ingordigia e onnipotenza secondo Franco Fornari in Genitalità e Cultura e invece rivoluzionario e creativo in Herbert Marcuse in Eros e Civiltà. Una lettura di sinistra ha in effetti privilegiato per molti anni l'impostazione marcusiana, senza forse comprendere quanto di totalitario potesse comportare il posizionarsi a favore di spinte pulsionali primarie che della scissione e proiezione facevano grande utilizzo, come peraltro l'esperienza del periodo fascista con il razzismo e l'identificazione esaltata nella onnipotenza del capo potevano suggerire.
Sul piano storico Recalcati ricorda anche l'importanza della contestazione antiautoritaria di fine anni '70. La libertà del post-moderno, nota, è però diventata libertà senza responsabilità: fare gli interessi della collettività in cui siamo inseriti, ad esempio, è da molti percepito come un abuso di potere contro la libertà dell'individuo.
Il padre sembra spesso smarrito nel labirinto fra una rivendicazione di potere autoritario improponibile e ruoli da Peter Pan, padre-amico-coetaneo incapace di proporsi come risorsa e riferimento per il figlio.
Con la non definizione del posto del padre avviene anche la non definizione del posto del figlio: dunque figli che non riescono a trovare la possibilità di una crescita equilibrata e che oscillano fra il narcisismo esasperato e la depressione di una solitudine impotente.
Il mito di Telemaco, che attende ansiosamente il ritorno del padre e che con la sua presenza ed aiuto può divenire adulto, liberarsi dal dominio dei Proci ed ereditare il regno, viene utilizzato per delineare le dinamiche profonde che possono regolare positivamente la crescita psicologica e l'interazione delle generazioni contemporanee.
M. Recalcati – "Il complesso di Telemaco". Feltrinelli Editore, Milano 2013