In tempi in cui milioni di persone migrano dal Sud del mondo verso il Nord più industrializzato le culture dei popoli, rimaste a lungo localizzate in territori definiti, tendono a incontrarsi, scontrarsi, confrontarsi.
L'input culturale di saperi, lingue, tradizioni, religioni completamente nuove ha costretto anche la psichiatria, la psicologia e la psicoterapia occidentale ad una ricognizione critica sulle proprie basi ritenute fino a qualche tempo prima "universali". Una revisione ancora in corso e benefica, in quanto sta liberando le scienze del pensiero da un pesante dogmatismo ormai secolare e talvolta pseudo-religioso.
In "Le ragioni degli altri" Piero Coppo prende in esame aspetti basilari della psichiatria e della psicoanalisi confrontandoli con analoghe concezioni e pratiche in culture non europee inerenti il disagio mentale. Ne emergono stimoli ad una riconsiderazione in profondità di concetti quali la malattia mentale, la cura, il setting e la figura del terapeuta.
La stessa contrapposizione fra psichiatria e sciamanesimo o sapere dei guaritori viene ridimensionata e spesso, anzi, si nota l'esistenza di notevoli punti di contatto: compiti analoghi sono quelli di chi, in situazioni anche molto diverse, è dedicato a "riportare all'ordine della normalità operosa il disordine della sofferenza che isola, contesta e disattiva".
Le differenze nei riferimenti e nelle tecniche sono legate strettamente alle culture. In questo senso anche i presupposti fondamentali della psicoanalisi freudiana si mostrano profondamente inseriti nel contesto in cui sono nati e si sono sviluppati.
L'universalità dell'Edipo ipotizzata fino a mezzo secolo fa, ad esempio, non trova conferma. È ormai chiaro che in altri tipi di organizzazione sociale la fase edipale non si presenta, mentre sono consuete forme e modalità di allevamento dei figli diverse dalla struttura familiare europea.
L'interpretazione freudiana appare più verosimilmente una codifica simbolica di un fatto importante ovunque, ovvero, come Coppo sottolinea, della necessità sociale di limiti e regole nel rapporto fra forze giovanili in crescita e forze anziane in declino che in società diverse viene raggiunto con accorgimenti differenti. Una codifica dunque storicizzabile che prende le mosse dalle dinamiche affettive presenti nel contesto di vita e di relazioni familiari del primo novecento.